CIFS

Centro italiano
fertilità e sessualità
facebook

Ipertrofia prostatica

L'ipertrofia prostatica benigna (IPB) consiste in un ingrossamento della prostata e generalmente si manifesta con una sensazione di difficoltà a svuotare la vescica, un getto ridotto e un non completo svuotamento. I primi sintomi si possono manifestare anche già dopo i trent'anni. Lo specialista può effettuare una diagnosi precisa attraverso una visita e alcuni esami clinici mirati e suggerire, a seconda delle varie situazioni cliniche, una terapia farmacologia o chirurgica.

Il tumore della prostata è una patologia più complicata da individuare perché spesso è senza sintomi e l'uomo può non avere disturbi o fastidi particolari. Anche nella prevenzione di questa malattia importante è seguire uno stile di vita sano e una dieta orientata al consumo di frutta, olio di oliva, vegetali (pomodoro, peperoni, carote, ortaggi gialli, ecc). Dopo i 45 anni il consiglio che può essere dato è quello di sottoporsi a controlli periodici e questo sembra essere uno dei fattori più importanti nel prevenire l'insorgenza di questa malattia.

Già dopo i trent'anni è comunque consigliabile fare controlli specialistici periodici, e dopo i cinquant'anni queste visite sono molto importanti nella prevenzione di svariate patologie della prostata.

Assieme alla visita urologica è fondamentale, a una certa età, anche il dosaggio ematico del PSA.

PSA è la sigla inglese di una sostanza prodotta dalla prostata, l'Antigene Prostatico Specifico, che serve a ritardare la coagulazione e l'essiccamento del liquido seminale dopo che è stato eiaculato. La maggior parte del PSA viene eiaculato con lo sperma ma una piccola quantità si riversa nel sangue, dove è possibile dosarla. Quindi il PSA è presente anche nel sangue delle persone senza tumore alla prostata.

Il PSA tende ad aumentare nel sangue con l'età, per cui è normale che, dopo i sessant'anni, la quantità di questa sostanza sia più alta rispetto a quella di un giovane. Questo perché la prostata nella terza età è generalmente più grossa e quindi ha un numero maggiore di strutture ghiandolari che producono PSA.

Il PSA tende ancora ad aumentare nel sangue quando le ghiandole prostatiche hanno un'attività più importante del solito o ci sono delle condizioni patologiche. Ad esempio il PSA aumenta, anche se di poco, dopo un rapporto sessuale oppure dopo una visita urologica seguita da un'esplorazione rettale. Il suo aumento non significa quindi che è presente sempre un tumore della prostata. Al contrario, questo si verifica molto frequentemente anche in assenza di una malattia tumorale.

Infine bisogna ricordare che il PSA non è costituito solo da una sostanza chimica, bensì da un insieme di sostanze simili tra di loro. La proporzione di una di queste componenti, chiamato PSA libero, può variare in caso di tumore e quindi il suo dosaggio può essere utile nel confermare o meno la diagnosi, se vi è il sospetto di una malattia tumorale.

Siccome il tumore della prostata è più frequente nella terza età, si raccomanda di eseguire un dosaggio annuale del PSA dopo i 45 - 50 anni. Se il PSA è aumentato lo specialista consiglierà gli esami più mirati e opportuni.

 

del DR. SALTARELLI DIR. SAN. | 6, Via Della Fortezza - 50129 Firenze (FI) - Italia | P.I. 05174880483 | Tel. +39 055 470521   - Tel. +39 055 485524 | Fax. +39 055 476560 | info@cifs.it | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy | Sitemap
Powered by  Pagine Gialle  -  SmartSite